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Oro e metalli

Quasi 300 tonnellate d’oro nei fondi quotati valgono meno di quanto sono costate

Gennaio 2026 è stato il mese record per la raccolta dei fondi sull’oro: 19 miliardi di dollari in trenta giorni. Poi il prezzo è sceso. Chi è entrato in quel momento è ancora sotto, e la cosa spiega i riscatti dei mesi successivi.

A gennaio 2026 i fondi quotati che investono in oro hanno raccolto 19 miliardi di dollari: il mese migliore da quando si tiene il conto. Era anche il mese in cui il prezzo toccava il massimo storico.

Le due cose non sono una coincidenza. Il denaro entra nei fondi quando il prezzo sale, perché è la salita stessa a farsi notare. Il risultato è che la quota più grande di chi è entrato lo ha fatto vicino al punto più alto.

Dopo il calo dei mesi successivi, circa 298 tonnellate d’oro detenute attraverso questi fondi valgono oggi meno di quanto sono costate. Non è una perdita realizzata — chi non vende non perde niente sul serio — ma è la spiegazione dei riscatti che sono seguiti: chi compra per una previsione, quando la previsione si rovescia, esce.

È il rovescio esatto di quello che hanno fatto le banche centrali, che nello stesso periodo compravano ai massimi ritmi mai registrati. Stesso metallo, stesso trimestre, comportamenti opposti — perché le ragioni per possederlo erano diverse fin dall’inizio.

Per chi guarda oggi, la lezione utile non è sul prezzo ma sul metodo: il momento in cui un bene è più facile da comprare, perché tutti ne parlano, è statisticamente uno dei peggiori in cui comprarlo tutto insieme.

Fonti

Conflitto di interessi

Analisi informativa, non una raccomandazione d'investimento. Pancleon guadagna uno spread quando compri e quando vendi oro. Il prezzo dell'oro puo' scendere e i risultati passati non garantiscono quelli futuri.

Come è nato questo testo: Scritto con l’aiuto di un sistema automatico, poi verificato, approvato e firmato da un redattore prima di uscire.