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La Fed ferma per la quinta riunione consecutiva: perché per l’oro è una notizia scomoda

I tassi americani restano fra il 3,50% e il 3,75%. La svolta più rigida della banca centrale, arrivata dopo che il rincaro del petrolio ha riacceso l’inflazione, ha tolto all’oro proprio la spinta che lo aveva portato al record di gennaio.

La Federal Reserve ha lasciato il costo del denaro fermo nella fascia fra il 3,50% e il 3,75%, per la quinta riunione consecutiva. Non è una sorpresa, ma è una conferma che pesa.

L’oro non paga interessi. Chi lo possiede rinuncia a quello che gli stessi soldi renderebbero in un titolo di Stato: è il suo costo nascosto, e cresce quando i tassi restano alti. Per questo il metallo tende a salire quando una banca centrale si prepara a tagliare, e a soffrire quando rimanda.

Il rally che ha portato l’oro oltre i 5.500 dollari l’oncia a gennaio era costruito proprio su un’attesa di tagli. Quando il rincaro del petrolio ha riacceso i prezzi al consumo e la Fed ha cambiato tono, quell’attesa si è sgonfiata — e con lei una parte del prezzo.

C’è però una tensione dentro questa storia. Ciò che ha reso la Fed più rigida è l’inflazione, e l’inflazione è storicamente una delle ragioni per cui si compra oro. Il metallo si trova quindi schiacciato fra due forze opposte: i tassi fermi lo penalizzano, i prezzi che salgono lo sostengono.

Quale delle due prevalga non si decide in una riunione. Si vedrà nei prossimi mesi, nei dati sui prezzi al consumo e nel linguaggio con cui la banca centrale li commenterà.

Fonti

Conflitto di interessi

Analisi informativa, non una raccomandazione d'investimento. Pancleon guadagna uno spread quando compri e quando vendi oro. Il prezzo dell'oro puo' scendere e i risultati passati non garantiscono quelli futuri.

Come è nato questo testo: Scritto con l’aiuto di un sistema automatico, poi verificato, approvato e firmato da un redattore prima di uscire.